Reparto di

Chirurgia Bariatrica

L’ Unità Operativa di Chirurgia Generale della Casa di Cura Macchiarella è costantemente impegnata a garantire livelli di assistenza adeguati alle richieste sempre più complesse del cittadino, attraverso l’adozione di percorsi interni di qualità e l’aggiornamento continuo del personale medico ed infermieristico.

Dott. Biagio Macchiarella
Dott. Biagio MacchiarellaResp. Raggr. Chirurgico
Dott. G. Mastrendrea
Dott. G. MastrendreaMedico Chirurgico
Dott. F. Pisello
Dott. F. PiselloMedico Chirurgo

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OBESITA’

Che cos’è?

L’OMS la definisce come una condizione caratterizzata da un eccessivo peso corporeo dovuto all’accumulo di tessuto adiposo (grasso) in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute.

Che differenza c’è tra obesità e sovrappeso? Se il peso supera del 30% quello ideale, si è in sovrappeso, quando va oltre il 60% si parla di obesità.

Esistono due tipi di obesità:

androide o “centrale”, in cui il grasso si accumula a livello viscero-addominale, molto più pericolosa perchè associata a diverse complicanze metaboliche, con una forma detta “a mela”;

ginoide o “periferica”, in cui il tessuto adiposo si concentra a livello dei glutei e dei fianchi, con una forma detta “a pera”.

Come si misura?

L’indice più utilizzato è il Body Mass Index (BMI) o Indice di Massa Corporea (IMC), ottenuto dividendo il peso corporeo (in kg) per il quadrato dell’altezza (in metri).

Ecco un esempio:

Quali sono le cause dell’obesità?

 

L’obesità insorge quando, per lungo tempo, la quantità di calorie introdotte con I’alimentazione supera il consumo di energia. L’eccesso è trasformato ed immagazzinato sotto forma di grasso. A determinare una condizione di obesità possono contribuire anche fattori genetici, endocrini e metabolici. La causa principale è comunque un’eccessiva introduzione di cibo per scorrette abitudini alimentari e/o per un disturbo del comportamento alimentare su base psicologica.

I rischi per la salute

L’obesità è considerata un importante fattore di rischio per l’insorgenza di gravi patologie.

Un obeso ha un’aspettativa di vita ridotta di 10 anni (9 per le donne e di 12 negli uomini). I chili di troppo comportano una serie di gravi malattie come diabete mellito di tipo 2, ipertensione arteriosa, infarto del miocardio, insufficienza respiratoria, cancro al pancreas, al colon e al seno, ipercolesterolemia, vasculopatie, malattie articolari, ictus, problemi epatici ed insufficienza renale, problemi della sessualità e limitazioni gravissimenei movimenti. Tenere sottocontrollo il peso significa, dunque, prevenire molte malattie. Questo è possibile non attraverso dimagrimenti occasionali, ma con interventi il più possibile risolutivi: e poi ci vuole costanza nel mantenere l’indice di massa corporeo (BMI) al disotto di 25.

Questo parametro è un’indicazione certamente importante, ma potrebbe non essere il metodo più adatto per stimare il rischio di ammalarsi, in particolare per quanto riguarda il cancro. Uno studio canadese lo ha rivelato recentemente, e gli esperti italiani di SICOB concordano.

La correlazione tra obesità grave e tumori è ampiamente confermata dalla letteratura internazionale, in particolare per alcuni tipi di tumore.

Ma ovviamente il BMI non può essere I’unico parametro da tenere in considerazione per la previsione del rischio di neoplasie, in quanto, solo per alcuni individui, è risultato predittivo per il cancro aII’endometrio, ai polmoni e al seno nelle donne in postmenopausaIl paziente va considerato nella sua storia clinica, familiare e genetica.

Alimentazione e attività fisica

Una sana alimentazione è la prima regola perla prevenzione delI’obesità.

Una dieta bilanciata deve soddisfare il fabbisogno giornaliero di determinati nutrienti e microelementi, necessari per la salute. ll modo più semplice per garantire al proprio corpo le sostanze adeguate è variare il più possibile i cibi in tavola e consumare 3 pasti e 2 spuntini al giomo. L’attività fisica è uno strumento che può sconfiggere malattie croniche legate a stili di vita sbagliati come diabete, cancro, patologie cardiovascolari ed obesità. Per rimettersi in forma all’inizio è sufficiente camminare per 30 minuti al giorno, salire le scale a piedi, andare a scuola o a lavoro in bicicletta anziché in automobile. Per chi vuole fare sport, l’invito dei medici è quello di praticare attività aerobica in modo graduale e commisurato alla propria forma fisica. Un allenamento sproporzionato può esporre a gravi rischi I’intero organismo.

Chirurgia dell’obesita’

Che cos’è?

La chirurgia bariatrica (dal greco baros, peso) e quella branca della chirurgia che si occupa del trattamento di pazienti affetti da grave e patologico accesso di peso.

L’intervento chirurgico è l’unica forma di trattamento che porta a una guarigione duratura in un elevatissimo numero di casi.

Lo scopo della chirurgia bariatrica e quello di ridurre l’assunzione dl cibo tramite la diminuzione della capacità gastrica (lnterventl dl restrizione) o di diminuire I’assorbimento di sostanze nutritive da parte dell’intestino (interventi malassorbitivi), o ancora, di dare una sazietà precoce con meccanismo metabolico negli interventi misti.

E’ pericoloso?

E’ bene ricordare che la chirurgia bariatrica non è nulla di magico nè di miracoloso. Certamente, per una maggiore tutela, è consigliabile scegllere di affrontare questo tipo di chlrurgia in un centro d’eccellenza di chirurgia dell’obesità dove, proprio per l’alta professionalità raggiunta nel trattamento dl questa patologia troverete nel vostro chirurgo quella slcurezza indispensabile al che vi porterà al risultato dl guarire dall’obesità.

Visita chirurgica?

L’iter bariatrico comincia con una prima visita chirurgica che si svolge presso l’Ambulatorio di Chirurgia Bariatrica del CMO in Viale Regina Margherita, 9 a Palermo. Qui avviene il colloquio iniziale, condotto dal Dott. B. Macchiarella finalizzato a individuare i soggetti elegibili per la chirurgia bariatrica secondo i criteri di inclusione o di esclusione, rispettando le linee guida nazionali ed internazionali. In base ai dati anamnestici ed antropometrici raccolti (peso, altezza, indice di massa corporea – BMI – e circonferenza vita) viene spiegato al paziente il tipo di intervento chirurgico più adatto alla sua situazione.

E’ importante che il paziente sia al corrente che l’intervento chirurgico è l’ultima tappa di un lungo percorso che vede il coinvolgimento di tante figure specialistiche dedicate al problema dell’obesità e di cui lui è il primo protagonista. Inoltre il paziente viene informato e motivato non solo sull’intervento, ma anche sulla necessità di doversi sottoporre a periodici controlli e di dover seguire scrupolosamente eventuali prescrizioni mediche, integrative o sostitutive, e dietetiche (a seconda dell’intervento effettuato).

CRITERI DI INCLUSIONE

  • Età 18 – 60 anni
  • B.M.I. > 40 Kg/m2
  • B.M.I. tra 35 e 40 Kg/m2 in presenza di comorbilità (malattie del metabolismo, patologie cardiorespiratorie, gravi malattie articolari, ecc.)
  • Fallimento di un corretto trattamento medico

CRITERI DI ESCLUSIONE

  • Assenza di un periodo di trattamento medico verificabile
  • Paziente incapace di partecipare ad un prolungato protocollo di follow-up
  • Disordini psicotici, depressione severa, disturbi della personalità e del comportamento alimentare valutati da uno psichiatra o psicologo dedicato
  • Alcolismo e tossicodipendenza
  • Malattie correlate a ridotta spettanza di vita.

Visita dietologica

IL RUOLO DELLA DIETOLOGA

La dietologa è la figura qualificata per la valutazione nutrizionale che include l’inquadramento pre-operatorio, l’educazione post-operatoria e il follow-up nutrizionale.

Nel corso della prima visita con il chirurgo, al paziente viene richiesta l’elaborazione per 7 giorni di un diario alimentare, che la dietologa successivamente valuterà.

La valutazione dietetica pre-operatoria include:

la rilevazione antropometrica con il calcolo del Body Max Index che è rappresentata dalla misurazione del peso corporeo e dall’altezza;
l’analisi del diario alimentare, strumento di auto monitoraggio del comportamento nutrizionale, compilato dal paziente giornalmente riportando ad ogni pasto della giornata il tipo e le quantità di cibo ingerito annotando le emozioni ad esso associate.

Attraverso un rapporto di fiducia e di alleanza terapeutica, il paziente, verrà motivato alla gestione del cambiamento dello stile di vita nel post-operatorio, promuovendo la motivazione al fine di raggiungere una corretta autogestione alimentare, un buon rapporto con il cibo e il raggiungimento di obiettivi di salute sostenibili e duraturi.

Le informazioni raccolte vengono messe a disposizione e utilizzate dal team per l’idoneità e scelta dell’intervento chirurgico più adeguato o eventuale percorso terapeutico non chirurgico.

La collaborazione del team, una corretta valutazione, un’attenta selezione dei pazienti nel pre-operatorio permette di ottenere risultati ottimali con l’intervento chirurgico.

Visita psicologica

IL RUOLO DELLA PSICOLOGA

Nel colloquio la psicologa vengono valutati diversi aspetti psicologici, il suo rapporto con il cibo, la compliance al protocollo e l’eventuale supporto familiare.

Nel caso in cui non sussistano alcune controindicazioni di ordine psicologico, il paziente continuerà il suo iter bariatrico.

Viceversa o verrà escluso oppure gli verrà offerta la possibilità di fare un percorso di natura psicologica attraverso un ciclo di colloqui con lo psicoterapeuta, durante il quale l’iter potrebbe anche essere momentaneamente sospeso.

Il team, volta per volta, di concerto con il candidato valuterà l’opportunità di un secondo ciclo di colloqui nel periodo post-operatorio.
Le informazioni raccolte vengono messe a disposizione e utilizzate dal team per l’idoneità e scelta dell’intervento chirurgico più adeguato o eventuale percorso terapeutico non chirurgico.

La collaborazione del team, una corretta valutazione, un’attenta selezione dei pazienti nel pre-operatorio permette di ottenere risultati ottimali con l’intervento chirurgico.

Visita internistica metabolica

IL RUOLO DELLA ENDOCRINOLOGICA

Il chirurgo che effettua la prima visita richiede il dosaggio di ormoni di funzionalità tiroidea e surrenalica (FT3, FT4, TSH, ACTH, Cortisolo), la cui alterazione potrebbe avere un ruolo sulla genesi dell’obesità.

Nel caso in cui i risultati ormonali fossero nella norma, il paziente continuerebbe il percorso di preparazione all’intervento; in caso contrario viene affidato al team di internisti al fine di approfondire l’aspetto metabolico.

I colleghi internisti, per i soggetti obesi e diabetici, programmeranno inoltre nell’immediato pre-operatorio, ove necessario, eventuali ulteriori accertamenti tra cui la curva da carico di glucosio, che permettano di valutare in maniera più precisa i complessi meccanismi di regolazione del metabolismo degli zuccheri.

Tali accertamenti possono essere eseguiti anche nel post- operatorio per valutare ulteriormente l’efficacia metabolica degli interventi bariatrici.

Esofago-gastro-duodenoscopia

IL RUOLO DELLA ESOFAGO-GASTRO-DUODENOSCOPIA

Ottenuto il nulla osta dalla dietista e dagli psichiatri e verificata la normalità degli ormoni, al paziente viene programmata una esofagogastroduodenoscopia (EGDS).

Gli interventi chirurgici per l’obesità riducono il volume gastrico e pertanto risulta necessario eseguire questo esame endoscopico, che ha il compito di studiare il tratto digestivo superiore e diagnosticare l’eventuale presenza di diverse malattie: ulcera, gastrite, esofagite, ernie iatali e neoplasie benigne e maligne.

Durante l’esame verrà eseguito anche un prelievo bioptico al fine di scoprire l’eventuale presenza di un batterio, chiamato Helicobacter Pylori (H.P.). In caso in cui l’esame fosse nella norma il paziente continuerà il suo percorso verso l’intervento; in caso contrario gli verranno comunicate le opzioni terapeutiche: in particolare, antibiotici e protettori gastrici se il paziente fosse affetto dall’infezione da H:P. In tal caso bisognerà successivamente (dopo circa 4 settimane di terapia) verificare l’effettiva guarigione dal batterio (ricerca dell’H.P. nelle feci).